LERICI E SAN TERENZO

Lerici è mare.

 

Ottiene da anni riconoscimenti prestigiosi come la Bandiera Blu e le Quattro Vele di Legambiente.

Lerici è anche natura; il suo territorio è infatti compreso nel Parco Naturale di Montemarcello Magra, ampia area protetta dominata dalla macchia mediterranea.

Lerici si presenta come meta ideale per tutti coloro che da una vacanza si aspettano tranquillità, relax, contatto con il mare e con la natura.

Per gli amanti del trekking e delle camminate, sono numerosi i sentieri panoramici che si snodano dal comune lericino per raggiungere i pittoreschi borghi collinari, le suggestive scogliere e le baie nascoste ed appartate di Fiascherino e Tellaro.

Il territorio, meta in ogni tempo di poeti e artisti di grande fama, è stato denominato "Il Golfo dei Poeti" e con questo appellativo Lerici è conosciuta in tutto il mondo.

 

San Terenzo e le sue spiagge.

 

San Terenzo, con la sua felice posizione, dove mare e spiaggia sono un tutt'uno con le case, ha mantenuto integro il suo aspetto tipicamente ligure.

All'estremità orientale c'è il Castello: un fortilizio quadrangolare del tardo Medioevo costruito sull'alto di un poggio che si protende sulle ampie spiagge sabbiose e sulle acque cristalline. San Terenzo gode di un'ampia spiaggia che si estende davanti alle case multicolori, una passeggiata a ponente sotto le balze rocciose, la torre del Castello e la passeggiata "da castello a castello" che collega i due paesi di Lerici e San Terenzo.

 

Lerici e la storia

 

Il comune di Lerici è situato nella Riviera di Levante, sulla sponda orientale del Golfo della Spezia. Sorge al centro di una piccola insenatura naturale, denominata Seno di Lerici e dominata da un promontorio su cui spicca l'imponente castello, oggi sede museale. Quasi di fronte al borgo capoluogo, oltre la località della Venere Azzurra, si trova l'abitato di San Terenzo.

Museo geopaleontologico del castello di Lerici. Il museo trae origine dalla scoperta nel territorio di Lerici di orme di dinosauri ed altri rettili, risalenti a circa 220 milioni di anni fa, da parte di Ilario Sirigu, appassionato studioso dilettante prematuramente scomparso: sulla spinta di questo rinvenimento, il museo di Lerici riprende una tradizione di studi geopaleontologici iniziata nel XIX secolo, quando lo spezzino Giovanni Cappellini, uno dei fondatori della moderna geologia in Italia, proprio nei promontori del Golfo avviava le prime ricerche.

 

San Terenzo e la storia

 

San Terenzo esisteva come paese indipendente già nel Medioevo: borgo di pescatori e marinai, era dedito anche ai traffici del vino e dell'olio e vi aveva sede, fra l'altro, un ospitale;  il nome era Portiolo (probabilmente significava "porto dell'olio" oppure piccolo porto); secondo la leggenda, vi approdò il monaco Terenzio che intendeva recarsi a Roma in pellegrinaggio. Poco lontano il monaco fu assassinato dai briganti ed i paesi della zona si contesero il diritto di trattenere la salma. Per dirimere la questione fu deciso di mettere la salma su un carro trainato da buoi e, laddove i buoi si sarebbero fermati esausti, lì sarebbe stato seppellito Terenzio: ciò avvenne in corrispondenza dell'attuale paese di San Terenzo. Un dipinto del Fiasella nella chiesa parrocchiale immortala lo sbarco del monaco. Diversi toponimi della zona ricordano il tempo delle Crociate: in particolare la tomba del crociato e lo scoglio di Orlando (che, secondo la leggenda, fu spezzato in due dalla furia del cavaliere).

 

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