FIASCHERINO E TELLARO

Tellaro, antico e suggestivo borgo presumibilmente di origine Etrusca il riva al mare a 3 km da Lerici, è caratterizzato da una piazzetta ritrovo sulla quale si affacciano diversi esercizi commerciali e dal centro storico, abbracciato interamente allo scoglio.

 

Arterie anguste sotto volte quasi continue interamente collegate tra loro, sfociano sul mare nella piazzetta antistante lo scalo. Attorno alla chiesetta, innalzata sullo scoglio a picco sul mare a mo' di nave pronta a prendere il largo, sorgono le case, strette ognuna intorno all'altra.

 

A Tellaro, nella sua piazzetta, la strada si ferma: oltre, rocce sul mare difendono l'intimità di grandi spiagge, selvagge ed incontaminate alle quali si accede dal mare con servizi appositi: gli "spiaggioni", ideali per gli amanti della libertà e del silenzio.

 

A pochi passi da Tellaro, verso Lerici, dietro una ridente scogliera piena di atolli ed anfratti, paradiso della fauna, sorgono le spiagge di Fiascherino: di una tale suggestione, esplosione di emozioni ed anello di congiunzione tra il reale e il divino, da cui grandi poeti e scrittori come Byron, Shelley, Stanley non seppero mai più staccarsi.

 

Chissà cosa ne sarebbe stato di Tellaro se un leggendario polpo non avesse svegliato tutti gli abitanti, suonando le campane della chiesa parrocchiale e consentendo loro di fronteggiare vittoriosamente i saraceni!

 

Narrano infatti le leggende che Tellaro, oggi placido borgo che si specchia nella acque del mar Ligure tra Lerici e Bocca di Magra, fosse un tempo oggetto delle "attenzioni" di pirati e bucanieri che non disdegnavano fulminee incursioni sulla costa per fare razzia di cibo e magari anche per rapire le donne del paese. Tellaro stessa è il paese costruito dai sopravvissuti di Barbazzano, un vicino villaggio raso al suolo dai pirati.

 

Se di Barbazzano restano solo le rovine, diversa e più fortunata fu dunque la sorte di Tellaro, tanto che il letterato torinese Mario Soldati, che qui volle trascorrere gran parte della sua vecchiaia, ebbe a definire il paese come "un nirvana tra mare e cielo, tra le rocce e la montagna verde".

 

Seguici anche su Facebook